Manifestazione giovanile a Taverna.

giovedì 29th, maggio 2014 / 18:09 Written by
Manifestazione giovanile a Taverna.

di Rosanna Bergamo

TAVERNA.  Sono stati accolti come eroi dai piccoli calciatori in erba della Promosport Taverna, Daniele Rossi e Marco Caterini,assi del pallone che  avrebbero potuto entrare nell’olimpo del calcio ma che, per cause indipendenti dalla loro volontà, si sono ritrovati a fare, seppur con grande orgoglio, il geometra,il salumiere ed il preparatore atletico.  Accompagnati dal regista Paolo Geremei che ha dedicato  un documentario alla loro carriera calcistica ed alla loro vita,hanno fatto tappa  a Taverna ,per  la prima volta  in Calabria, ospiti della dirigenza della scuola calcistica della cittadina presilana che,dalla sua costituzione,tanti successi sta riscuotendo e tanti proseliti sta attirando a se. I tre,prima di incontrare i piccoli atleti,in compagnia di Francesco Fratto, Pasquale Garcea ed Adriano Lia,dirigenti della Promosport,per un giorno improvvisati ciceroni,hanno potuto ammirare le bellezze artistiche e naturalistiche del territorio,restando letteralmente estasiati dalla Sila e dal museo naturalistico del centro visite di località Monaco,curato con grande impegno dagli uomini di Nicola Cucci,responsabile dell’Ufficio delle biodiversità di Catanzaro.  La storia di Andrea Capponi, Marco Caterini e Daniele Rossi,magistralmente raccontata  dal regista Paolo Geremei in”Zero a Zero”, documentario sul mondo dorato dello sport più amato dagli italiani  è una storia vera,caratterizzata da grandi aspettative,grandi illusioni e delusioni cocenti. E’ una storia che accomuna gran parte dei giocatori di calcio e dovrebbe essere visionata in tutte le scuole calcio del Paese affinchè i piccoli aspiranti atleti ed i loro genitori,vivano questo sport con maggior serenità senza necessariamente inseguire il sogno di divenire un giorno gli eredi di Messi e Balotelli. A volere fortemente che il documentario venisse trasmesso in Calabria ed a Taverna, facendo proprio il  suggerimento di Carmelo Sanzi,appassionato di sport, Adriano Lia, Pasquale Garcea e Francesco Fratto, tre genitori  intenzionati a dare ai loro piccoli la possibilità di tirare due calci ad un pallone dando vita alla Promosport, società,quella tavernese,cresciuta in pochi anni a livello esponenziale,diventando un punto di riferimento imprescindibile per i piccoli appassionati di calcio del territorio.  La Banca di credito cooperativo della Sila Piccola ha ospitato Teatro la manifestazione, alla quale hanno presenziato,oltre all’assessore allo sport del comune di Taverna Biagio Vavalà ed al  vicesindaco di Magisano Salvatore Tozzo  anche Giancarlo Parrottino, Luigi Corea ed Alessia Bevacqua,rispettivamente presidenti delle società sportive di Taverna, Albi e Magisano, il sociologo Francesco Broso e molti rappresentanti di associazioni culturali e di volontariato locali. Ospite d’onore, Rosario  Mirarchi, presidente del comitato regionale calabrese della lega nazionale dilettanti della Figc il quale si è complimentato con i protagonisti della serata e con gli organizzatori della stessa. Rossi e Caterini,con grande disponibilità,si sono sottoposti al fuoco di fila di domande e considerazioni da parte del pubblico ed insieme ai piccoli amici accorsi numerosi hanno ripercorso le tappe della carriera calcistica,dagli esordi a Trigoria, passando attraverso il debutto in prima squadra ed in Nazionale con, come riserva di lusso,nientemeno che Buffon.  Per uno di loro anche l’irripetibile opportunità di giocare da titolare della Roma nel tempio del calcio europeo,quel Santiago Bernabeu che incanta ed appassiona per il calore della sua tifoseria. Un inizio importante dunque,che avrebbe fatto presagire un futuro ricco di soddisfazioni,invece,da li a poco la disillusione e l’inesorabile quanto inspiegabile declino; una brutta caduta per Rossi, un’ incomprensibile cessione per Caterini,considerato l’enfant prodige dei portieri italiani ed un bacio fugace dato ad una ragazza, per Capponi. Motivi che oggi forse ,in un mondo del calcio dominato dalle bizze di calciatori capricciosi,farebbero sorridere,ma che hanno determinato la fine delle carriere calcistiche di tre giovani ai quali era stato  garantito un futuro radioso. Una storia raccontata,come ha avuto modo di sottolineare il sociologo Broso,con uno stile asciutto,senza indorare pillole o ricercare il facile consenso <Non volevamo insegnarvi nulla con questo film-ha spiegato il regista-se non ricordarvi che anche le aspettative che paiono più certe  possono venire deluse ed allora è li che entra  in gioco la maturità necessaria per  affrontare la delusione>. Caterini e Rossi,con un’umiltà encomiabile, si sono detti fortunati di un percorso breve ma che ha regalato loro tante gioie e soddisfazioni; rifarebbero ogni passaggio di una vita dedicata al calcio,evitando però di estremizzare una passione che potrebbe restituire aspettative diverse da quelle che si erano preventivate.