La gioia del Presidente Mirarchi per la “Piccola Coverciano”.

mercoledì 11th, giugno 2014 / 10:45 Written by
La gioia del Presidente Mirarchi per la “Piccola Coverciano”.

di Matteo Brancati
ESCLUSIVA  – La gioia del presidente della Lnd Calabria, Saverio Mirarchi “ Un sogno la “piccola Coverciano e…”

Il numero uno del comitato regionale si sofferma anche sul calcio regionale e nazionale con un occhio alle strutture e ai giovani.

Sguardo vispo, malgrado il caldo che imperversa in questa giorni e di corsa per sbrigare alcune faccende burocratiche. E’ questo Saverio Mirarchi, presidente della Lnd Calabria, che ci ha concesso un’intervista esclusiva nella sua seconda “casa” quella della “piccola Coverciano”. Si è parlato di tutto, dalle formazioni giovanili calabresi alla nazionale italiana, passando per i Mondiali che inizieranno a breve e la situazione del calcio tricolore, con il minimo comun denominatore rappresentato da quella voglia di fare sempre di più per far si che cresca la passione, la sportività nei vari campi regionali. Lui, che a soli 38 anni è diventato il numero uno di un comitato prestigioso come quello calabrese, non può far altro che migliorare un mondo, quello pallonaro, che sta attraversando un periodo non proprio facile.

Presidente Mirarchi, giorni fa è stato inaugurato uno dei più importanti centri sportivi italiani a livello calcistico. Per lei, che ricopre una carica importante, cosa rappresenta tutto questo?
“E’ la realizzazione di un sogno, perché è una “creatura” alla quale abbiamo pensato sin dall’inizio della nostra avventura. Tuttavia, credo che l’apertura di questo impianto rappresenti una grande opportunità per l’intera regione perché ci darà l’occasione di “formare” la classe arbitrale, i tecnici, calciatori, attraverso vari corsi. Riteniamo che il percorso culturale debba passare – afferma Mirarchi – attraverso la formazione. Ecco perché questo centro è soprannominato la “piccola Coverciano”.

In città, nonostante le tante strutture esistenti, ce ne sono alcune, forse troppe, non a norma. Secondo lei, come si può risolvere questo problema?
“Sotto questo punto di vista – chiosa il presidente della Lnd Calabria – la città di Catanzaro è cresciuta. Con il “Curto”, i due campi federali, il “Verdoliva” e con il nuovo campo ubicato nel quartiere Siano, che ci auguriamo possa essere pronto a breve, direi che il capoluogo di regione ha a disposizione un buon numero di strutture dedicate al calcio. Per la qualità, invece, ci sarebbe da ridire, anche perché si racchiude lì la differenza con le altre realtà italiane. Dobbiamo pensare di investire  e riuscire a far giocare i nostri giovani in impianti sicuri, soprattutto. E’ questo l’obiettivo che tutti ci dobbiamo porre”.

mirarchirigoreUn giudizio sulla stagione del calcio regionale appena conclusa, con alcuni episodi non propriamente “sportivi” che si sono registrati durante i vari tornei.
“Questo è un problema che si vive laddove, esistono i grandi numeri. In Calabria ci sono 35000 tesserati, si giocano 500 gare a settimane e, riuscire a controllare questo “esercito” che si muove dietro a un pallone, non è facile. A fronte di tutti questi incontri, se annotiamo un solo episodio “violento”, chiamiamolo così, questo provoca un fastidio enorme a fronte di tutte le altre gare che si giocano regolarmente. Le nostre realtà, comunque, stanno crescendo, stanno capendo che il calcio è un gioco e nulla più. Chi non lo fa, il Giudice sportivo applica le sanzioni dure e adeguate. Sui campi di calcio non si può fare di tutto e l’episodio di violenza deve essere perseguito a norma di legge”.

Presidente, come giudica il comportamento delle società italiane che non puntano sui settori giovanili.
“E’ una decisione incomprensibile, perché la scuola calcio italiana è riconosciuta tra le migliori in tutto il mondo. Non comprendo come, tutti i giovani elementi cresciuti nei vivai dei club italiani, non trovino spazio nelle prime squadre. Piuttosto, andiamo ad acquistare ragazzi sconosciuti da Paesi stranieri dove, magari, il calcio non è neanche il primo sport nazionale. Questo è un problema di forma, più che di sostanza, perché va di moda acquistare il calciatore straniero. E poi, i club proverebbero orgoglio nel lanciare un proprio “prodotto”, cresciuto nella loro realtà, invece di puntare su elementi stranieri già formati”.

Cosa si augura per il futuro del calcio regionale e nazionale?
“In questo periodo vorrei che l’Italia vincesse i Mondiali che inizieranno tra poco in Brasile, anche se dovremmo mettere un’altra stella ai loghi posti nella Federazione (sorride ndr). Per quanto concerne i campionati, viviamo un periodo particolare dovuto alla crisi economica che sta creando problemi e non è facile, purtroppo, impegnarsi in un mondo dilettantistico come il nostro. Le sponsorizzazioni sono sempre più difficili da trovare, i comuni non ci aiutano, ma ci auguriamo, nonostante tutto, di poter riproporre, anche nella prossima stagione sportiva, campionati dignitosi sia dal punto di vista numerico che qualitativo”.

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