Abbiamo fatto due chiacchiere con Nuccio Tolomeo.

mercoledì 25th, giugno 2014 / 17:38 Written by
Abbiamo fatto due chiacchiere con Nuccio Tolomeo.

di Matteo Brancati – (foto Domenico Costa)
Una vita nel calcio, una vita nel Real Catanzaro, squadra che riveste un fascino particolare nel suo cuore. Nuccio Tolomeo, il “mister” per antonomasia è questo: simpatico, focoso ma dal cuore grande e appassionato del mondo pallonaro come non mai. Ai taccuini di CatanzaroDilettanti.it, lo storico tecnico della compagine catanzarese si racconta tra aneddoti e discorsi incentrati sul calcio giovanile, ma non solo.

Mister Tolomeo, pochi giorni fa gli Allievi Provinciali del Real Catanzaro si sono laureati campioni battendo il Sersale con il punteggio di 2-0. Cos’ha provato quando ha alzato l’importante trofeo insieme ai suoi giovani ragazzi.
“Dopo aver trascorso un anno con la prima squadra, mi sono immerso in questa fantastica avventura del settore giovanile. Certamente la conquista di questa coppa è una grossa gioia che voglio condividere con tutti, in primis con tutti quei ragazzi che hanno dato tutto per il Real Catanzaro. E’ stato emozionante ricevere l’abbraccio di piccoli calciatori nati nel ’98 nel ’99 in lacrime per la vittoria. Sono gesti che mi hanno inorgoglito tanto e spero, in futuro, di poter continuare a inanellare altri successi”.

Lei è un allenatore che punta sui giovani, perché li considera il cuore pulsante del calcio. Sa che è uno dei pochi tecnici che ancora crede in questo?
“Forse provengo dal settore giovanile e quindi opto di puntare sui giovani, proprio perché ritengo che, un calciatore che si affaccia al mondo del calcio da poco tempo possa avere tutte le carte in regola per poter ascoltare i consigli di ogni giorno. Il giocatore “anziano”, che gioca da anni, non è propenso a seguirti, a differenza del ragazzino, voglioso di seguirti anche per il futuro”.

Sprona molto i suoi elementi, inculcando nella loro testa il significato della parola umiltà. Al giorno d’oggi sembra che i valori si stiano perdendo per strada. Perché, secondo lei, sta accadendo tutto questo?
“Credo che nel calcio, come nella vita, non debbano mai mancare l’umiltà, l’abnegazione e il sacrificio per raggiungere l’obiettivo prefissato. Il ragazzo deve considerare il calcio come un divertimento, allenandosi comunque con allegria e sacrificio. Cuore e testa devono camminare di pari passo”.

Quali sono le differenze tra questo calcio e quello di una volta?
“Le differenze sono poche, non è cambiato granché. Forse manca la strada, intesa come punto di ritrovo per un ragazzo che una volta tirava calci a un pallone per giocare. La diversità, secondo me, sta in questo”

Un commento sulla recente apertura del nuovo Centro tecnico federale della Figc.
“Per me, che una volta andavo a togliere i rifiuti per allenare i ragazzi, formando le porte con dei pali di legno, è una cosa molto positiva. Mi auguro di poter vedere altre strutture sportive così belle in giro per la città”.

Cosa si augura per la prossima stagione agonistica?
“Dal punto di vista sportivo, spero di poter disputare il campionato di Prima categoria con il Real Catanzaro, anche se questi ultimi due anni sono stati difficili. Per quanto concerne il settore giovanile, forse formeremo gli Allievi Regionali. Tutti devono capire che il calcio è vita, gioia e felicità. L’importante non è partecipare, ma fare le cose perbene e con impegno”.