Mario Guarnieri:”Il calcio calabrese meriterebbe di più”.

mercoledì 02nd, luglio 2014 / 15:28 Written by
Mario Guarnieri:”Il calcio calabrese meriterebbe di più”.

di Matteo Brancati
Dici Mario Guarnieri, dici calcio.
Uno dei maestri del mondo calcistico catanzarese si racconta alla nostra redazione, con quella voglia di sviscerare i problemi del pallone tricolore e non solo. Lui, abituato a lavorare con i più grandi uomini sportivi, spazia a 360° attraverso una piacevole chiacchierata. Tutti concetti veritieri che dovremmo leggere più volte per imparare qualcosa da una persona preparata come Mario Guarnieri.

Lei ha lavorato nel calcio che conta per tantissimi anni, conoscendo bene anche personaggi come Nicola Ceravolo. Perchè oggi non esistono gli uomini di un tempo?
“Quest’anno sono esattamente 44 anni che sono nel mondo del calcio,i primi 14 nell’ Us Catanzaro con Ceravolo e Merlo e gli ultimi 30 nella Lega Dilettanti con Palmieri, Cosentino e Mirarchi. Evidentemente ho avuta la fortuna di conoscere tanti personaggi, dirigenti,allenatori e calciatori. Certo presidenti come Ceravolo, Anconetani, Rozzi, Iurlano non ne nascono più,  anche perché erano galantuomini d’altri tempi, l’avvocato,cosi noi abbiamo sempre chiamato Ceravolo e non presidente perché lui voleva cosi in quanto il rapporto era come padre e figli. Anche nella Lega Dilettanti ho conosciuto tanta gente brava e preparata cominciando dal presidente Palmieri che nell’84 quando andai via dal Catanzaro mi volle al comitato provinciale e continuando con Nino Cosentino e Saverio Mirarchi. Oggi il calcio è cambiato e più un affare e i presidenti sono più gente di business,non esiste più la famosa stretta di mano”.

Mi dice le cose che sono cambiate rispetto al calcio di una volta?
“E’ cambiata prima di tutto la fame,i miei ragazzi giocavano e si impegnavano alla morte,oggi invece li vedi allenarsi guardando il cellulare (ho visto un allenamento della Primavera della fiorentina con i ragazzi che facevano gli esercizi guardando il mobile). Poi e’ cambiata la velocità a scapito della tecnica,oggi si corre molto di più invece di far correre la palla,forse e’ un calcio più spettacolare ma meno tecnico”.

La debacle nel Mondiale da parte dell’Italia, ha messo a nudo i problemi di un calcio, quello italiano, ormai in crisi. Quali sono le cause?
“La debacle dell’Italia era lungamente prevista, il CT non ci ha capito niente sin dall’inizio,non ha mai avuto una formazione base. Quanto al calcio italiano e’ in crisi in campo internazionale perche’ ci sono una enormità di stranieri dei quali sono solo un 10 per cento buoni,gli altri sono inferiori ai nostri,ma evidentemente costano poco. Ma quello che e’ più grave che anche i campionati primavera sono zeppi di ragazzini africani e dell’est europeo dei quali poi in prima squadra non si vede nessuno e quindi il nostro serbatoio e’ sempre più scarso”.

Perché in Italia non si punta sui giovani?
“Perche ora’ le società sono taccagne,preferiscono prendere un trentenne e andare sul sicuro e anche per le ragioni che ho detto prima. Questo non succedeva ai miei tempi quando i settori giovanili sfornavano giocatori a ripetizione per la prima squadra,se pensi quanti ragazzi catanzaresi e calabresi hanno esordito in serie B e in serie A col Catanzaro,vedi Mondello,Gregorio e Massimo Mauro, Lorenzo, Soda, Borrello, Costantino, Pellegrino, Scarfone, Procopio, oltre a tutti quelli sparsi nelle serie minori”.

A Catanzaro ci sono molte squadre che disputano campionati con bravi ragazzi. Perchè solo pochissimi elementi spiccano il volo?
“Rifacendomi ai ragazzi calabresi e catanzaresi che hanno debuttato in prima squadra, avrai visto il lungo elenco. Poi per oltre 20 anni c’e’ stato il vuoto visto la lenta decomposizione della prima squadra e con presidenti che non capendo nulla di calcio figurati se potevano pensare al settore giovanile. Inoltre anche nelle società dilettantistiche e’ diminuito il serbatoio anche perché il materiale a disposizione e’ andato diminuendo in quanto ormai le distrazioni extra calcio sono andate via-via aumentando. Da quando è arrivato, il presidente Cosentino (anche lui un personaggio d’altri tempi) ha dato impulso e vigore al Settore Giovanile, che sembra indirizzato sulla buona strada, anche se gli impegni diverranno sempre più difficili quando il Catanzaro sarà promosso di categoria, dovendo affrontare vivai di società di serie B e serie A. Comunque le basi sono avviate”.

Di cosa ha bisogno il calcio calabrese e catanzarese per ripartire.
In effetti il calcio calabrese meriterebbe molto di più soprattutto per la passione dei propri tifosi, mancano però presidenti abili e generosi,stadi agibili (non come quello di Catanzaro) e amministrazioni lungimiranti. Per quanto riguarda il Catanzaro bisogna dire che almeno il presidente l’ho ha trovato,ha un pubblico fra i migliori d’Italia  molto competente e passionale,non ha uno stadio decente con i distinti sempre in attesa di essere completati e sopratutto non ha parcheggi anche perché al giorno d’oggi gli stadi in piena città non hanno più senso,aveva ragione il presidente Merlo quando voleva fare lo stadio a Germaneto. Non parliamo poi dell’Amministrazione comunale,su questa stendiamo un pietoso velo. In chiusura, un augurio a tutto il calcio catanzarese e calabrese e saluti al vostro utilissimo portale”.

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