A tu per tu con Salvatore Piccolo, portiere del Soriano

giovedì 06th, novembre 2014 / 12:45 Written by
A tu per tu con Salvatore Piccolo, portiere del Soriano
Professione portiere, una professione che prima non aveva le luci della ribalta perchè le copertine spettavano a chi i gol li faceva. Adesso una parata “salvarisultato” vale quanto un gol segnato e lui è uno che di parate se ne intende, molte volte spettacolari, altre volte semplici ma sempre efficaci. Parliamo di Salvatore Piccolo, gran portiere, che quando c’è bisogno si fa sentire sia in campo che nello spogliatoio. Merito del secondo posto attuale del Soriano va anche a lui che in alcune partite è stato decisivo con le sue parate.
Ciao Salvatore e grazie per la tua disponibilità, quest’anno a Soriano dopo che lo scorso anno hai vinto Campionato e Coppa da capitano con la Serrese, come mai questa scelta?
La scelta di andare a Soriano è dovuta a tante situazioni dirigenziali che si sono create. Non da parte di tutti i dirigenti ma solo da parte di qualcuno. Il Soriano, ma soprattutto il presidente Mangiardi, è da 3 anni che mi stava dietro e dopo aver vinto tutto a Serra ho colto l’occasione di far parte di questo progetto. Anche se da Serra non volevo andare mai via ma purtroppo come dicevo prima per qualcuno ero diventato un peso.


Campionato partito alla grande con 4 vittorie nelle prime cinque gare poi due sconfitte consecutive, adesso la vittoria in casa di domenica, cosa sta succedendo?
Si, abbiamo perso due partite ma è stato un incidente di percorso, la squadra già nell’ultima partita ha reagito. Purtroppo c’è da dire che non abbiamo perso solo a causa nostra, come voi saprete siamo stati anche un po’ penalizzati dagli arbitri.


Gli obiettivi del Soriano per questo campionato?
L’obiettivo della dirigenza è quello di migliorare la classifica dell’anno scorso e quindi entrare nelle prime posizioni, quelle che contano.


Spesso sei decisivo con le tue parate. Qual è il tuo segreto?
Le mie prestazioni sono dovute alla mia professionalità durante gli allenamenti, è li che si forma un giocatore. Ma soprattutto credo di essere decisivo anche per la mia umiltà.

Qualche consiglio da dare ai giovanissimi portieri?
Come ho detto nella domanda precedente il consiglio che posso dare è quello di essere sempre umili e di lavorare tanto, perché nel calcio non si arriva mai c’è sempre da imparare.

La partita e la parata che ti ricordi con piacere.
Guarda ne ho fatte tante ma ti dico che quella che ricordo maggiormente è la finale di Coppa dello scorso anno Serrese-Uria. Sul  2-1 per noi parai un rigore a Staglianò e quella parata che in quel momento fu decisiva poi portò la Coppa a Serra San Bruno.

Ora ti facciamo fare un torto a qualcuno. Dicci il compagno più forte con cui hai giocato.
(ride) Guarda ti rispondo così, ho giocato con tanti giocatori fortissimi così non rimane male nessuno.

Ed il giocatore avversario che più ti ha messo in difficoltà?
Anche qua ti devo dire la stessa cosa, ma se proprio ci tieni ti dico il mio caro amico Ciccio Zerbi che adesso non c’è più. Grandi battaglie contro di lui, non mi ha fatto tanti gol però ogni volta che ci giocavo contro mi impensieriva.