Sersale, Antonio Costa:”Sto in una seconda famiglia”

venerdì 13th, marzo 2015 / 19:00 Written by
Sersale, Antonio Costa:”Sto in una seconda famiglia”

Fuoriquota, classe 1995, di Catanzaro. Antonio Costa si sta affermando nel Sersale di mister Mancini, che malgrado la giovane età, lo utilizza spesso grazie anche alle sue doti che gli permettono di essere impiegato in più ruoli. Un jolly che fa della corsa la sua arma in più in un campionato difficile come quello di Eccellenza, un ragazzo con i piedi per terra che oggi si è raccontato alla nostra redazione.

Ciao Antonio e grazie del tempo che ci hai concesso. Classe 1995, malgrado la tua giovane età in questi due ultimi anni ti sei ritagliato uno spazio importante nel Sersale di mister Mancini. Quali sono i tuoi pregi?
Il mio motto è “il lavoro paga”. Per me alla base di tutto c’è l’allenamento quotidiano, l’arma che può aiutarmi a migliorare e dare sempre di più. Solo attraverso la dedizione e l’impegno costante durante la settimana si possono raggiungere nuovi obiettivi. Comunque penso che i miei pregi siano la corsa e la grinta, con il quale in ogni partita cerco di dare il massimo per la mia squadra.

In cosa devi, invece, migliorare?
Secondo me non si finisce mai di migliorare, perciò spero che con il tempo e con il lavoro posso crescere e, appunto, migliorare sotto tutti gli aspetti, sia calcistici che caratteriali.

Le tue qualità fanno di te un jolly prezioso, esterno basso, centrocampista o esterno alto. Dove secondo te ti esprimi meglio?
Si è vero, in questi due anni di Eccellenza ho cambiato più volte ruolo, sia nello schieramento iniziale che a partita in corso. Il mio obiettivo primario, che penso sia quello di tutti coloro che amano questo sport, è giocare, ma penso che il ruolo in cui nelle partite disputate mi sono espresso meglio è esterno basso sia a destra che a sinistra. Anche giocare da centrocampista pero’ mi ha dato belle soddisfazioni.

Il rapporto con mister Mancini?
Ho un ottimo rapporto con mister Mancini. Lui mi ha dato sempre fiducia, permettendomi di collezionare in due anni circa 50 presenze da titolare, che, per la mia età, non sono poche. Inoltre il mister sa come fare a tenermi sempre sul pezzo e spingermi a dare sempre di più. Ci tengo a ringraziare anche il preparatore atletico Salvatore Lepera, che mi segue e mi aiuta a stare bene mentalmente e fisicamente.

Dopo un inizio di campionato così così vi siete ripresi alla grande, con qualche punto in più potevate puntare anche ai playoff. Secondo te quando c’è stata la svolta e cosa è cambiato?
Ci sono tanti motivi che ci hanno aiutato a rialzarci dopo un brutto inizio di stagione, ma secondo me i più importanti sono tre. Il primo è stato l’innesto di due giocatori come Francesco Corosiniti e Tony Piazza, che hanno portato ad una squadra giovane come la nostra, sicurezza, esperienza e tranquillità. Il secondo sono i goal del nostro bomber Daniele Caturano, il terzo è il gruppo solido e affiatato che si è formato tra tutti i componenti del Sersale che per me è come una seconda famiglia.

Si può parlare di salvezza o è ancora presto?
Non sono un tipo scaramantico, ma prima di parlare di salvezza penso che dobbiamo raggiungerla a tutti gli effetti, essendo concentrati e dando il massimo in tutte le partite che restano, anche se adesso manca davvero poco per raggiungere questo obiettivo che per un gruppo giovane come il nostro è un grande traguardo.

Per un ragazzo quanto è importante giocare in una squadra che valorizza spesso giovani con buone prospettive di crescita?
Per me personalmente è stato importante fin dall’inizio trovare un ambiente che aiuta i giovani nella loro crescita come calciatori e come uomini. Il mister, gli over e la società aiutano noi ragazzi in ogni situazione. Per quanto mi riguarda, vorrei ringraziare in modo particolare il mio compagno e amico, dentro e fuori dal campo, Davide Scozzafava, che in questi due anni mi ha dato tanto e al quale devo molto.

Hai un idolo a cui ti ispiri?
Ci sono tanti giocatori famosi di cui amo il modo di giocare, ma non ho un idolo vero e proprio. Spero solo di poter continuare nel mio cammino con la passione che ho per questo sport e togliermi sempre nuove soddisfazioni.

E noi te lo auguriamo, in bocca al lupo Antonio.

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