Mister Ciliberto: “Traguardo storico per tutta la comunità di Jacurso”.

mercoledì 22nd, aprile 2015 / 10:30 Written by
Mister Ciliberto: “Traguardo storico per tutta la comunità di Jacurso”.

as jacursoIn esclusiva per Catanzarodilettanti.it il tecnico del neopromosso As Jacurso, Tonino Ciliberto.

Innanzitutto la ringraziamo per aver accettato di rispondere alle nostre domande e le porgiamo i complimenti per il meritato salto di categoria. Mister domenica avete festeggiato la promozione in Seconda Categoria proprio all’ultima giornata . Ci descrive le emozioni sue e dei suoi ragazzi al fischio finale?

Ringrazio voi per i complimenti e per la professionalità con la quale lavorate, dando lustro anche alle nostre categorie, sicuramente non meno belle e intense di altri palcoscenici calcistici, così piene di disinteressata passione sportiva e anche al nostro impegno che ha dei risvolti socio-aggregativi rilevanti. Per Jacurso si tratta di un traguardo storico, con grande orgoglio regaliamo alla nostra comunità la più importante ed entusiasmante pagina sportiva scritta, consapevoli di essere stati protagonisti di belle pagine di sport, (nessuno giustamente ci ha regalato nulla), al cospetto di avversarie di gran spessore che hanno reso avvincente questo campionato. Parlo del Mortilla e del Colosimi che sino all’ultimo hanno insidiato la nostra prima posizione, ma anche della Libertas Curinga e di tutte le squadre che hanno onorato questo meraviglioso sport. Ho da poco perso mio padre, una persona speciale che mi ha insegnato che attraverso il lavoro, la lealtà, il sacrificio e l’impegno si possono ottenere tutti i risultati, al triplice fischio il mio primo pensiero è andato a lui, la scomparsa di un genitore o di una persona cara lascia sempre una ferita aperta. I miei ragazzi sono esplosi in un entusiasmo indicibile che è durato fino a notte inoltrata, con festeggiamenti che hanno coinvolto l’intera società e tutti i nostri meravigliosi tifosi, completamente impazziti di gioia.

Siete stati sempre in testa ma, nonostante ciò, Mortilla e Colosimi vi sono rimaste sempre in scia. Avete comunque vinto il maggior numero di gare (13) e perso il minor numero (3) potendo vantare anche la migliore difesa del girone (18 gol subiti). Sono emerse tante individualità importanti ma che annata è stata e quali condizioni vi hanno permesso di arrivare primi al traguardo?

Abbiamo conservato il primato per tantissime giornate, come dite voi i numeri sono eloquenti, parlano chiaro e dimostrano come il risultato finale sia stato meritato e chiaro. Ho avuto la fortuna di allenare un gruppo di ragazzi fantastici che oltre ad essersi dimostrati veramente all’altezza dal punto di vista tecnico, si sono dimostrati (questa per me è la cosa più importante) dei ragazzi perbene, attaccati ai valori ed agli esempi positivi. E’ stata quindi innanzitutto la vittoria del gruppo cementato con pazienza, basato sul rispetto dei ruoli e sul fatto che è nello spogliatoio che si costruisce una sana e vera “famiglia sportiva”, superando insieme anche le incomprensioni e i momenti difficili. Il Mortilla e il Colosimi sono due ottime squadre e noi ci sentiamo veramente onorati di avercela fatta, anche perché gli scontri diretti sono state delle partite bellissime, piene di contenuti tecnici e agonistici ma, soprattutto basate sulla lealtà sportiva. Mai dirò ad un mio ragazzo di far male un avversario o all’ambiente di costruire le vittorie dietro le intimidazioni. Piuttosto preferisco perdere. Sono due anni che abbiamo il migliore reparto difensivo del campionato, con dei ragazzi fantastici che vendono cara la pelle a tutti e che cercano sempre di fermare gli avversari rispettandoli. Ho impostato la squadra su una base composta dal portierone Persico, da capitan Trovato, Fruci, dal “ giovane” Simonetta (che ha cinquant’anni ma ancora gioca come un ragazzino), Perugino, Morelli, i due fratelli Gullo, il poeta Panzarella, (autore di undici reti una più bella dell’altra e di grandi giocate) e Saladino. Negli altri ruoli ho fatto ruotare tutti gli altri ragazzi, i vari Francesco e Antonio Fazio, Furfaro, il polpo Gallo autore della rete decisiva, Sodaro, Grasso, Rondinelli, Falvo, Buccafurni, Esposito, Cerra ma il mio grazie va anche agli tesserati perché tutti hanno contribuito al meritato successo, nessuno escluso.

Dopo la sconfitta di Girifalco qualcuno ha pensato che l’As Jacurso potesse non farcela ed invece avete smentito tutti confermandovi campioni. Non è semplice stare davanti e gestire il vantaggio ma ci siete riusciti, adesso cosa si aspetta dalla Seconda Categoria? E soprattutto resterà alla guida della squadra?

Si, la sconfitta di Girifalco ha lasciato il segno, abbiamo affrontato la partita con presunzione ed il risultato ci ha puniti però siamo stati subito capaci di reagire, dimostrando di essere una grande squadra andando a vincere le ultime due difficili sfide con il San Pietro Lametino ed il Falerna. Non è facile gestire il vantaggio ma mi creda essere primi rafforza la consapevolezza delle tue capacità e per chi insegue è peggio perché non può permettersi passi falsi. Se resterò alla guida della squadra è una domanda che deve chiedere alla società, al mio presidente e al mio grande direttore sportivo. A breve ci siederemo assieme a programmare la seconda categoria, sicuramente un campionato più difficile e impegnativo che necessita di qualche innesto importante ma con la conferma di tutti miei ragazzi, senza questa prospettiva rinuncerei immediatamente al mio incarico. Chi tocca i miei ragazzi, trova in me un leone sempre pronto a difenderli.

Siamo tutti a conoscenza del problema sulla concessione del campo che avete avuto con l’amministrazione comunale e che avete giocato a Maida le gare casalinghe. Magari la prossima stagione tornerete a giocare “in casa”. Cosa pensa lei di questa situazione?

Ringrazio anch’io l’amministrazione comunale di Maida per la concessione della struttura, quella della mancata concessione del campo locale è una brutta pagina che è meglio dimenticare dico semplicemente che dalle parole bisogna passare sempre ai fatti e risolvere per il meglio ogni problema. Da allenatore preferisco far giocare le mie squadre dove si allenano, non posso farle giocare sempre in trasferta. Sul nostro ritorno a Jacurso ci sarà sicuramente uno degli argomenti di discussione dei prossimi mesi, so che la struttura sarà comunque interessata da lavori ristrutturativi.

C’è qualcosa che si sente di dire in particolar modo o qualcosa che vuole dire a qualcuno?

Sono felice per il traguardo raggiunto e devo ringraziare in primis il mio direttore Matteo De Vito, un ragazzo eccezionale, dotato di un dinamismo e di una voglia di fare davvero rimarchevoli; il mio presidente Pierino Ciliberto, tutti i dirigenti, gli sponsor, i miei grandi aiutanti Pasquale Dattilo e Giovanni Marasco, la mia famiglia, i miei amici, il mio predecessore alla guida tecnica Bruno Maiolo, chi mi ha dato la forza e la consapevolezza di credere sempre sulle mie capacità e tutti i tifosi. Il mio pensiero va anche ai miei colleghi allenatori, all’Atletico Maida, a tutte le squadre e le persone che si sono complimentate con noi per la vittoria finale. Un pensiero va anche alla presidenza, alla federazione regionale e anche agli arbitri ai quali chiedo scusa per qualche arrabbiatura di troppo, mai però offensiva o di minaccia. Finisco l’intervista ricordando due bellissimi gesti: quello dei giocatori e dei dirigenti della Libertas che ci hanno applauditi coralmente quando siamo passati in sfilata per le vie di Curinga e le parole dell’amico mister del Real Mortilla Franco De Sarro che mi hanno veramente commosso e che terrò sempre come ricordo perché mi hanno riconosciuto dei valori intimi che non si barattano mai e che rimangano indelebili in ognuno di noi, in primis quelli della sportività e della signorilità.

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