Abbiamo fatto una chiacchierata con il Presidente Mirarchi

venerdì 26th, febbraio 2016 / 20:00 Written by
Abbiamo fatto una chiacchierata con il Presidente Mirarchi

Abbiamo fatto una chiacchierata con Saverio Mirarchi, Presidente del Comitato Regionale Calabria LND, in vista dell’inaugurazione del Centro Tecnico Federale che si svolgerà il 29 Febbraio e che prevede la presenza di nomi illustri del panorama calcistico nazionale. E’ stata confermata infatti la presenza del “Golden Boy” Gianni Rivera, il primo calciatore italiano a vincere il Pallone d’Oro, che sarà l’ospite d’onore della serata. Con il Presidente Mirarchi abbiamo parlato del Centro Tecnico di Formazione Federale, e del movimento calcistico dilettantistico in generale, viste anche le ultime critiche mosse all’operato arbitrale.

Il Centro Tecnico di Formazione Federale nasce per un motivo ben preciso – esordisce Mirarchiper un confronto tre le squadre del nostro territorio, e per dare l’opportunità ai ragazzi di potersi valorizzare attraverso le varie selezioni nazionali. Dopo aver ospitato lo scorso anno la Nazionale Italiana U15, a questo proposito abbiamo ospitato il raduno dell’Area Sud della Nazionale U17, che è una delle tre nazionali che la Lega Dilettanti mette a disposizione per i giovani di tutto il territorio nazionale. Questo nel pieno rispetto di quello che era il progetto originario del Centro. A fine febbraio, partiranno ufficialmente le attività dei Centri di Formazione Federali come voluti dal Settore Tecnico e dal Presidente Tavecchio. E’ un progetto nazionale che prevede la creazione di Centri Federali in ogni regione d’Italia e prevede la strutturazione di un percorso formativo per dei ragazzi che verranno selezionati tra i giovani dilettanti nati nel 2002/2003 e tra le giovani calciatrici femminili. Saranno seguiti mediante un protocollo uguale per tutti con la speranza che un domani potrebbero far parte delle nazionali professionistiche”. La provincia catanzarese ospiterà anche la cinquantesima edizione del Torneo delle Regioni. Come verrà strutturato? “Si è vero. Siamo orgogliosi di poter ospitare la cinquantacinquesima edizione di questo prestigioso torneo, anche perchè l’ultima volta che fu fatto in Calabria era il 1991. Ospiteremo a Catanzaro tutte le regioni d’Italia con 4 rappresentative per ogni regione che sono Allievi, Giovanissimi, Juniores e Calcio Femminile il che significa 2000 tra atleti, dirigenti e accompagnatori. Verrà strutturato nella Provincia di Catanzaro, tra il capoluogo, Lamezia, e Soverato. Quest’ultima ci ha dato garanzie per quanto riguarda il ricevimento delle squadre con le proprie strutture alberghiere, dando la possibilità allo stesso comune jonico di rafforzare la sua vocazione turistica”. Quindi si può pensare in futuro anche a l’organizzazione di una sorta di “Viareggio” con Primavere di squadre di Serie A. “Tutto si può fare, naturalmente per un torneo del genere c’è bisogno di un grosso investimento”.

Mancano una manciata di partita alla fine dei campionati dilettantistici e molte squadre, quest’anno, si sono lamentate sin dall’inizio anno delle designazioni arbitrali. Lamentele per arbitri troppo giovani e inesperti e molte società chiedono addirittura la terna arbitrale. La Federazione in questo senso sta pensando in futuro ad inserire la terna o portare gli arbitri ad una maggiore qualità? “Premetto che comunque la Federazione non si occupa della scelta degli arbitri. La presenza della terna nelle categorie più basse è un sogno che difficilmente si potrà avverare, soprattutto perché in questo momento la classe arbitrale sta vivendo un periodo di problemi per l’esiguo numero di arbitri, e di ragazzi che vogliono intraprendere la carriera di arbitro. Quindi avere un organico che consenta di portare gli assistenti anche nelle categorie inferiori è impensabile perché numericamente non ci sono. E poi perché ci sarebbe eventualmente anche un discorso economico, perché oggi nelle categorie regionali gli arbitri non sono pagati dalle società. C’è la famosa politica dei servizi e cioè la Federazione Calcio si fa carico delle spese arbitrali e quindi questo comporterebbe un ulteriore aggravio di spesa che dovrebbe essere sostenuto dalle società e non credo sia al momento opportuno. Nelle categorie più alte (Eccellenza e Promozione) le cose credo stiano andando discretamente meglio, dalla Prima Categoria in giù ci sono arbitri che hanno necessità di fare esperienza. Si diventa arbitro ovviamente arbitrando, più gare arbitrano e più assumono ed acquisiscono esperienza e capacità, arrivando nelle categorie più alte con un bagaglio di gare importante alle spalle. Al momento nelle categorie più basse ancora non hanno l’esperienza necessaria e sono ragazzi ancora in formazione”. Quanto meno, secondo lei, si può pensare di poter dare una formazione maggiore perché molte critiche arrivano proprio dal fatto che siano molto giovani e soprattutto soli. Si può pensare ad una figura di tutor o ad un osservatore che lo possa seguire nell’arco dell’intera partita. “C’è un organo preposto che è l’AIA e quello del tutoraggio è un percorso che l’Associazione Arbitri sta svolgendo. L’AIA segue tutti gli arbitri ed ha competenza su di loro, non noi. Al momento è prevista la presenza di tutor solo nelle prime 4-5 gare. Dopo di che cominciano a camminare da soli e sono seguiti dagli osservatori arbitrali che diciamo è un altro incarico. Loro seguono le direzioni arbitrali e consigliano gli arbitri in base agli errori che vedono. Il problema maggiore è sicuramente il fatto che siano troppo giovani ma è una scelta strategica che fa parte della politica arbitrale che i vertici nazionali hanno scelto di intraprendere”. Quindi diciamo che ci vuole anche un pò di buon senso da parte delle società a comprendere questo cambiamento di classe arbitrale. “Comprendere che al momento è questo il percorso messo in piedi, così come sono state ringiovanite le nostre formazioni con ragazzi giovani che fanno parte delle prime squadre anche il mondo arbitrale ha avuto la necessità di ringiovanire i propri tesserati. Quindi bisognerebbe comprendere ed accettare la crescita di giovani arbitri”.

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